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"Torn." Capitolo 3 Versione Definitiva.


Ho appena terminato la pubblicazione di "Torn." su EFP e dato che ho cambiato varie cosette qua e là (tra cui tutta la scena finale^^"), ho deciso di (ri)pubblicare anche qui su lj perlomeno la versione definitiva del terzo e ultimo capitolo (LOL). Il lj non mi permette di pubblicarlo tutto nello stesso post (troppo lungo una mazza! Tsk), quindi sarà diviso in due parti =__=
Spero vi piaccia ♥

Per le parti precedenti: Parte Prima: Sinking. e Parte Seconda: Drowning.


Titolo: Torn. [Parte 3/3 Falling. Versione Definitiva.]
Fandom: Naruto
Pairing: NaruSasuNaru
Rating: M (arancione)
Warnings: angst, parolacce.
Summary: quando un legame non ha nome, le cose si fanno maledettamente difficili. Soprattutto se si tratta di Naruto e Sasuke.

      

TERZA PARTE: Falling.1

 

“Kakashi-sensei, vorrei che parlasse con Naruto. Gli faccia forza. Gli dica che me la caverò e di pensare a se stesso e ai suoi sentimenti, perché lì c’è la risposta anche a quelli di Sasuke.”

Kakashi non si era mosso, né aveva detto nulla. Avrebbe preferito non intromettersi, ma davanti agli occhi avevano preso a scorrergli immagini della vecchia Sakura innamorata di Sasuke e di quella nuova innamorata di Naruto. Doveva aver pianto molto. In modi diversi, entrambi l’avevano respinta in passato, ma una parte di lei continuava a sperare di trovare il modo di vedere il mondo dalla loro prospettiva, camminando accanto a loro, dimostrando di essere alla loro altezza.

Ma questa volta doveva essere diverso.

Se non si era fatta avanti di persona, se era venuta da lui, forse era perché Sakura aveva capito il motivo per cui dalla sua prospettiva vedeva solo schiene: si trattava di fermarsi e chiudere gli occhi, iniziando a girare su se stessa. Poi, cadendo distesa sull’erba, riaprirli e trovare il cielo azzurro che tanto aveva cercato.

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Kakashi non si era subito recato da Naruto. Gli era capitato più di una volta di vederlo, ma distogliendo lo sguardo, si era allontanato prima di essere notato. Può darsi che una parte di sé non volesse consegnargli quel messaggio che sapeva tanto di qualcosa di definitivo. Forse, voleva in qualche modo indicargli una strada diversa, proteggendolo dalla prospettiva di passare tutta la sua vita dietro a quel ragazzo, di legarsi a lui definitivamente. Ma sapeva anche che per quello era troppo tardi. Per cui, quando al termine di una missione lo scorse camminare per Konoha tra la folla, lo chiamò a sé, mettendo da parte quei sentimenti che sapevano tanto di egoismo.

“Ohi, Kakashi-sensei! È un po’ che non ci si vede!”

“Si… Quella faccenda di Ame e Oto mi ha tenuto impegnato per un po’”

Il mondo post-Madara aveva tutti i numeri per diventare un luogo di collaborazione e di pace, ma paesi come quelli della Pioggia e del Suono, dopo aver perso i loro leader, erano caduti nel caos. Tsunade non aveva nessuna intenzione di lasciare nelle mani di Naruto un villaggio in guerra, per cui aveva impegnato tutti i suoi AMBU in missioni di livello S nel tentativo di sedare le rivolte e dare a quei paesi una stabilità politica che non fosse basata sulla dittatura.

“Tsunade-baachan esagera. Inoltre è folle si rifiuti di farmi dare una mano”

Kakashi sospirò.

“Vuole proteggerti.”

So che vuole che io sia il Rokudaime. Ma anche se non sono più un Jinchuuriki” e qui si toccò lo stomaco, quasi a voler verificare una mancanza “—voglio dare una mano. Con che coraggio mi definirò Hokage, altrimenti?”

“Naruto, non sei mai stato così vulnerabile. Come faremmo, se qualche pazzoide volesse vendicarsi su di te?” disse Kakashi con un sorriso, dandogli una poderosa pacca sulla spalla.

“Be’, per quello penso di potermela cavare” sbottò, mettendo il broncio.

Non sarebbe nemmeno la prima volta. E non è che non ne sia uscito vivo.

Ma il ricordo di Sasuke gli fece storcere il volto e Kakashi decise di approfittarne.

“Come sta Sasuke? Progressi?”

Naruto trasalì.

“—Non lo so. È un mese che non lo vedo”

“Naruto—”

“Ma è cosa da niente. Passerà, non si preoccupi”

Kakashi continuò a fissarlo in attesa.

“Non è niente, sensei, glielo giuro!”

“Sakura non sembra dello stesso parere”

Il cuore di Naruto perse un battito.

“Ha… ha parlato con Sakura-chan?! E come sta?”

“L’ho vista poco prima che tu partissi per l’ultima missione”

E lo sguardo che il maestro gli rivolse, gli fece capire che sapeva più di quanto gli sarebbe piaciuto ammettere. Al che, una parte di Naruto si sentì morire, esattamente com’era successo quando l’amica aveva visto quello.

“Io… Mi dispiace, sensei”

“Naruto…?”

“Le cose non dovevano andare così”

Kakashi sospirò. Sakura aveva avuto ragione a insistere perché gli parlasse.

“E come pensi che sarebbero dovute andare, allora?”

Naruto lo guardò interdetto.

“Credevi forse che dopo aver riportato indietro Sasuke, avrebbero dovuto per forza vivere tutti felici e contenti? Che una volta Hokage, Sakura sarebbe diventata tua moglie e Sasuke capitano degli AMBU? E magari credevi pure che lui sarebbe rimasto scapolo per sempre?”

Naruto, che lo fissava scioccato, distolse lo sguardo con rabbia.

“—sognavo qualcosa del genere, si” ma la voce, strozzata in gola, al posto di suonare risentita uscì come un piccolo sussurro incerto.

“Naruto, lui ti vuole bene. Allo stesso modo in cui gliene vuoi tu”

“Kakashi-sensei, lei non sa che cosa—”

“No, non lo so” lo interruppe “Ma mi ricordo bene tutto quello che ha fatto allora, Naruto”

“—Quello non c’entra niente.”

Kakashi-sensei sorrise lievemente, prima di scoprirsi il volto.

“Kakas—”

“Quest’occhio e la cicatrice che scende sulla guancia, sono l’ultimo regalo del mio migliore amico. Eravamo rivali, eravamo amici e anche lui era un Uchiha. A volte rabbrividisco se penso al fatto che se non fosse morto, avrebbe trovato la morte per mano di Itachi. Che Sasuke avrebbe scelto le tenebre per vendicare anche lui tra tutti i membri massacrati del clan. Che il mio fallimento come insegnante e come uomo fosse nell’aver perso entrambi senza riuscire a far nulla”

“Tu non sei un fallimento, sensei”

“Si, lo sono Naruto. Per questo non posso diventare Rokudaime.”

Per questo lo diventerai tu.

“Ma io ho distrutto il nostro Team!”

“Non dire sciocchezze! Stai sottovalutando Sakura” e dato che il ragazzo lo guardava ancora preoccupato, aggiunse “Lei voleva che ti dicessi che la risposta che cerchi ce l’hai già”

“Ce l’ho… già?”

“Sei tu che non ascolti”

“Io non so cosa sia successo durante la vostra battaglia finale, quando è intervenuto Madara. Non so come vi siate chiariti, come tu abbia fatto a riportare a Konoha Sasuke. Ma dal mio punto di vista, Sasuke ha rinunciato a tutto per tornare qui; a tutto il suo odio, la sua vendetta, il suo amore per Itachi. E’ come se il suo cuore in qualche modo avesse scelto te

“Tu mi ami?”

“Fai sul serio, Naruto?”

“Ma lui non mi ama.”

Kakashi rise.

“Ma quando mai il vostro rapporto ha riguardato l’amore, Naruto?”

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Tornando a casa, Naruto sentì il bisogno di passare per il fiume, là dove c’era il molo presso cui tutto era iniziato. Dapprima stette sul sentiero, poi, prendendo coraggio, scese sul fiume, camminando sul legno scricchiolante. Si fermò nel punto dove era stato seduto Sasuke all’epoca e prese a guardare il villaggio dall’altra parte, il cielo scuro della sera, poi il suo riflesso nell’acqua.

“Non ti permetterò di uscire di qui e non tornare mai più.”

“Tu sei il mio… Tu sei mio”

“Tu non sei mio amico. Non sei mio rivale. Non sei mio fratello. Cosa sei, Naruto?

“Ma quando mai il vostro rapporto ha riguardato l’amore, Naruto?”

Naruto prese un sasso piatto e lo scagliò sulla superficie dell’acqua. Guardandolo rimbalzare, vide il suo riflesso dissolversi e poi riformarsi, prima di cancellarlo di nuovo. Guardare il mondo con gli occhi di Sasuke... cosa avrà avuto tanto da guardare il fiume, quell’idiota, all’epoca? Poi, capì.

Riflesso nell’acqua, Naruto vide suo padre.

Andandosene, un sorriso gli si dipinse sul volto. Quell’idiota pensava sempre troppo.

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